ITINERARI NELL’EPICA BAROCCA

4 marzo 2017

SIAMO LIETI DI ANNUNCIARE L’USCITA DEL VOLUME “ITINERARI DELL’EPICA BAROCCA”: curato da Tancredi Artico nell’ambito del progetto di ricerca “Novelliere Mediterraneo”.
Il libro genera nuove conoscenze a partire dalle fonti del patrimonio epico tradizionale: una saggistica all’insegna di una diversità culturale vista come ricchezza, con itinerari nelle testimonianze che nel secolo del Barocco, insospettabilmente, già parlavano del tema.
Premiata da Edizioni Accademiche Italiane, con l’aiuto dell’ Università degli Studi di Padova e grazie al finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, con questa pubblicazione, l’interesse si orienta sul secolo del ‘600, al quale possiamo guardare oggi come “miniera aurifera” di contenuti e di modelli narrativi che influenzano profondamente il modo in cui oggi raccontiamo la diversità, la guerra, la pace.
Un progetto che guarda al passato con occhi giovani e supportato da altri giovani (Associazione Culturale Dante Alighieri).

Ingiustamente svalutato dalla critica ottocentesca e post-crociana, il genere epico-cavalleresco dopo Tasso è in realtà una miniera aurifera, e in larghissima parte ancora non trivellata, per gli studi sulla letteratura del Barocco, nonché un crocevia fondamentale per comprendere lo sviluppo della moderna narrativa lunga. Nell’arco dei primi cinquant’anni del Seicento, sull’onda della clamorosa fortuna della «Gerusalemme liberata», incontrastato punto di partenza di ogni discorso teorico e pratico, la vicenda del poema eroico si dimostra eccezionalmente vitale, venendo a coinvolgere un numero infinito di autori, desiderosi di rinnovarne i modi e perfezionarne le forme. Questo ricco quadro di proposte viene letto nel presente volume in un’ottica contraria a quella della critica novecentesca, non in nome della disgregazione delle poetiche bensì alla luce di un loro consolidarsi, fino ai risultati di eccezionale caratura della metà del secolo. Si profila, a dispetto della lettura sincopata, per casi, un itinerario nitido, in cui la teoria dialoga fruttuosamente con la pratica della scrittura in ottave, anche laddove questa – è il caso di Marino – si dichiara palesemente anti-epica.

Novelliere Mediterraneo