Tancredi_salva_clorinda_nel_combattimentoNovelliere Mediterraneo (2017)
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Migrazione, fuga, viaggio: la novella, in particolare quella a sfondo mediterraneo, ha ritratto lungo l’arco di tutta la nostra tradizione letteraria, perlomeno da Boccaccio a Nievo, gli immaginari della diversità culturale con una visione poli-focale e poli-prospettica sul diverso.
Pur senza mai ottenere da parte della critica letteraria una rappresentazione a tutto tondo della sua ricchezza e polifonia (spesso i testi riportati nelle antologie didattiche o di divulgazione sorvolano su questo aspetto, per via di una riduzione del repertorio tematico al lascivo e al tragico), la novella è stata strumento eccezionale per veicolare su larga scala i simboli e gli immaginari del ‘diverso’, incoraggiando la tolleranza.

Novelliere mediterraneo è un progetto di divulgazione che si appella alla ricchezza del genere della novella, per promuovere in modo profondo e sfaccettato una riflessione sul culturalmente diverso di oggi, a partire dall’immaginario incredibilmente complesso che ha contraddistinto la diversità culturale per almeno tre secoli: il tema della diversità culturale si affaccia in molti testi fra il Tre e il Seicento (quando, cioè, si sviluppa il nostro classicismo novellistico ed è centrale a livello europeo il bacino di scambio del Mediterraneo), che si dimostrano capaci di veicolare immaginari esteticamente potenti e di proporre interpretazioni che valicano il dualismo a-critico della visione che ancora oggi abbiamo dell’“altro”. Intorno alla tolleranza, a partire da un ben noto racconto del Novellino su Saladino, si sviluppa un modo alternativo di rappresentare l’altro, opposto a quello standard (il musulmano demoniaco) della letteratura politicamente orientata: il diverso è ora un qualcosa di speculare e uguale a chi lo guarda, ora un qualcosa in grado di guardarci con occhi diversi.

Al suo apogeo economico e politico, la civiltà mediterranea ha costruito dei possibili strumenti con cui approcciarsi all’altro, che si faceva irrimediabilmente più vicino; oggi, la drammatica riapertura di un imponente canale di scambio impone di ripensarne di nuovi, tenendo presenti quelli passati. I novellieri ne fornirono alcuni, raccontando la diversità all’insegna del rispetto, talvolta della stima, attestando l’esistenza di universi culturali altri e di conseguenti nuove chiavi di lettura della realtà sensibile che sino a quel momento erano solo vagamente intuite nella percezione dei coevi.
Racconti forti per la loro potenza simbolica e suggestiva, letti da decine di migliaia di persone, che impattarono con forza sull’immaginario collettivo, dei quali oggi rischiamo di perdere la freschezza nel rappresentare il mondo come mosaico di culture.
La volontà, attraverso il progetto, è quella di proporre la lettura di un grande affresco corale tratteggiato dai novellieri, soffermandosi particolarmente sulla rilettura in chiave contemporanea dei suoi contenuti più universali, umani e imperituri, attraverso l’innesto di un approfondimento critico che considera uno sviluppo speculare con le forme novellistiche ‘altre’ (indiane, africane, arabe e persiane soprattutto), inglobate nella tradizione italiana grazie alle traduzioni e entrate a far parte del codice narrativo occidentale.
Un affresco talvolta fiabesco, talvolta traboccante di realtà, capace di trascinare il lettore nella terra delle esperienza universali, nel ‘mondo delle immagini di tutti’, in virtù della sua ricchezza metaforica: nel mondo della novella il viaggio (per antonomasia qualcosa che porta verso il mondo ‘altro’) lungo un mare pericoloso è componente fondamentale, così come il vagheggio dell’esotico e dell’‘esotizzante’, il peso delle convenzioni culturali, l’incomunicabilità, il contrasto tra categorie morali, etiche ed estetiche diametralmente opposte, e il presagio della violenza perpetrata, che è sottesa alla guerra (di corsa, come in Boccaccio, ma anche ufficiale tra nazioni come in alcuni testi della novellistica rinascimentale), al colonialismo e alla conquista armata.

Progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito dei progetti di divulgazione umanistica.