Cantino_planisphere_(1502)Tra il vecchio e il nuovo mondo (2016)
Ricerca e divulgazioneDidattica creativa ed educational

A 500 anni dalla prima diffusione dell’Orlando Furioso, la più potente opera letteraria della nostra tradizione capace di contenere e di veicolare su larga scala i simboli e gli immaginari del ‘diverso’ incoraggiando la tolleranza, il progetto Tra il vecchio e il nuovo mondo/l’epica e il rapporto con il diverso si appella alla ricchezza del genere del poema epico per favorire una riflessione profonda e sfaccettata sul culturalmente diverso di oggi, e sull’immaginario che ha contraddistinto la diversità culturale da 5 secoli a questa parte.

Il progetto si svolgerà attraverso la divulgazione multimediale di una nuova lettura critica dell’Orlando Furioso; attraverso la divulgazione de Il Conquisto di Granata di Girolamo Graziani (oggi riconosciuto come il massimo punto di maturazione del poema epico nella tradizione italiana), e di un volume di saggi sulla diversità culturale con vedute incrociate tra epica italiana, mediorientale, africana, indagando in particolare la dimensione dei conflitti religiosi e coloniali, nella volontà di esplorarne i lasciti al mondo di oggi.

Il progetto prenderàpiede attraverso l’organizzazione di un round di conferenze, laboratori e presentazioni in scuole, musei, comunità per l’accoglienza dei richiedenti asilo, biblioteche, atenei.

Foglio Descrittivo_progetto l’epica e il rapporto con il diverso

IL PROGETTO SI SNODA ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI DIVERSI SUPPORTI DI RICERCA E DIVULGATIVI.
Nell’ambito di questo progetto, IoDeposito ha dunque deciso di promuovere la pubblicazione di un volume di saggi sul poema epico-cavalleresco che possa ragionare a specchio, accogliendo dunque non solo il punto di vista occidentale ma anche la voce di altre culture per favorire una riflessione sul “culturalmente diverso”.
Il volume, che sarà edito in lingue italiana e inglese, si pone dunque l’obiettivo di utilizzare i poemi epici come strumenti privilegiati per riflettere su come i grandi autori del passato avessero provato a tracciare nelle loro opere un cammino di incontro e tolleranza, che andasse al di là delle alterità creando l’immagine di un mondo certo infinitamente ricco e sfaccettato ma anche, e soprattutto, sempre uguale nelle sue istanze più profonde.
Il volume nasce con la volontà di dare luogo a una riflessione sulla diversità tra le culture che si affacciano sul Mediterraneo, confrontando una serie di vedute sul tema dell’alterità così come ci viene presentato nel racconto di tipo epico di matrice europea, mediorientale e africana.
L’epica è il luogo prediletto della letteratura in cui rappresentare letterariamente l’incontro con il “diverso”, un contatto che non si pone però solamente all’insegna dello scontro ma anche, soprattutto nei grandi autori, della curiosità e della tolleranza, nel tentativo di trovare un punto d’incontro all’alterità.
L’intenzione è dunque quella di dare voce a studi critici che riflettano sul codice epico come sistema complesso di significazione e rappresentazione del reale, che rifletta in maniera non banale sull’alterità e sulla distanza – spesso incolmabile – tra civiltà.

Una delle iniziative che quest’anno IoDeposito promuoverà attraverso il progetto, riguarda un’edizione critica, corredata di commento, di uno dei massimi risultati della tradizione epica italiana, Il Conquisto di Granata (1650) di Girolamo Graziani.
Sebbene poco nota a causa della scarsa considerazione finora riservata dalla critica tradizionale al secolo barocco, è innegabile che l’opera sia riconosciuta come il miglior testo della tradizione epica dopo Tasso. L’obiettivo del progetto editoriale è ridarle quindi centralità nel canone della nostra letteratura, imponendolo nel panorama di un genere che negli ultimi anni sta tuttavia guadagnando terreno nella considerazione della critica. Sulla scia della recente ripresa degli studi accademici sul Seicento, l’edizione critica di Il Conquisto di Granata si propone di riconoscere a Graziani il merito di aver creato un poema che dialoghi in modo intelligente e inclusivo con la narrativa precedente, aggiornando al tempo stesso l’eredità tassiana verso la modernità.
L’opera concatena il racconto dell’ultima crociata europea contro i Musulmani e quello della scoperta dell’America da parte di Colombo, il quale irrompe sulla scena come personaggio. I due eventi, fra loro contemporanei, sono collegati di modo che il poema rappresenti da un lato l’ultimo esemplare dell’epica tassiana (la presa di Granada fu l’ultimo atto della reconquista), dall’altro un nuovo tipo di narrazione, che si affermerà nella modernità, in cui sono centrali la scoperta e la sua arma, la scienza.
In tale prospettiva l’opera di Graziani rappresenta il quarto grande momento nell’evoluzione del poema epico italiano, capace di sfruttare Marino, il cui Adone è affermato quale opera emblematica del Seicento barocco, come fattore di miglioramento per lo stile, ma mantenendo le condizioni poste come imprescindibili per l’epica da Tasso, e aggiungendo inoltre un po’ di sale ariostesco. Il risultato è un poema che assorbe il meglio dai tre grandi modelli precedenti, plasmandoli e rifondendoli in modo esemplare.
Al di là della bellezza stilistica della scrittura, ricca ma sobria al tempo stesso, che rende molto piacevole la lettura, la grande intuizione del Graziani sta nel saper cogliere il passaggio fra epoche e trattare temi ricorrenti, come la difficoltà dell’uomo a rapportarsi al diverso (quello musulmano e quello americano), che tuttora, a distanza di secoli, rappresenta una questione di vivo interesse.
Pertanto, per l’attualità dei contenuti e sulla scia del recente interesse in ambito accademico, un’edizione del poema di Graziani si mostra non solo meritevole di attenzione, ma proprio necessaria, sia in quanto strumento per stabilire in modo definitivo la centralità dell’opera (attraverso il saggio introduttivo e il commento del testo offerti dal curatore), sia in quanto operazione editoriale che può influenzare positivamente gli studi sul Seicento.