Artistic activities and projects

Il progetto Peripheral Memories valorizza l’inscindibile legame tra il territorio della regione FVG e le sue aziende più rappresentative, fornendo un nuovo sguardo su di esso attraverso il medium dell’arte contemporanea.

Le imprese, al di là del loro valore produttivo ed economico, hanno spesso rivestito anche un importante ruolo culturale, fungendo da catalizzatore e collante sociale nel corso di alcuni degli eventi più drammatici che hanno segnato la storia della regione, come le guerre mondiali o il terremoto del 1976.

IoDeposito ha coinvolto sei artisti italiani e internazionali che, a seguito di un’esperienza diretta presso le aziende partner, hanno creato delle opere capaci di filtrare la memoria collettiva attraverso le proprie culture e sensibilità. I lavori realizzati durante le residenze artistiche in azienda sono stati raccolti nella mostra di Udine, dove lo spettatore ha avuto modo di esplorare il denso intreccio di relazioni tra comunità, territorio e tessuto produttivo.

Peripheral Memories è un viaggio tra passato e presente del Friuli Venezia Giulia, dove per secoli le vite delle aziende si sono intrecciate alla Storia. Una Storia fatta di luci e ombre, il cui scorrimento, al pari di quello dei fiumi che solcano la regione, ha influito sulla crescita dei produttori locali, e ne è stato influenzato. Le Alpi Giulie e il Carso, la pedemontana Udinese e l’Isonzo, sono zone che nel Novecento hanno visto una forte crescita delle economie a fine bellico e difensivo, per poi assistere, con la fine della Guerra Fredda, a un processo di disinvestimento che ha inciso profondamente sullo scenario ambientale e sulle comunità.

Peripheral Memories in mostra a Udine

La seconda edizione della mostra organizzata da IoDeposito, nella primavera 2022 a Udine, ha raccontato il rapporto tra territorio e aziende locali attraverso il potere estetico e simbolico dell’arte contemporanea. Videoarte, sound art, installazioni e fotografie, create da artisti in residenza a stretto contatto con la cittadinanza e il settore produttivo locale.

Per creare le opere d’arte, gli artisti hanno preso parte a residenze sul territorio: la genesi dei progetti è stata possibile grazie alla loro presenza in alcune aziende della regione, a ricerche archivistiche e ad attività di connessione con la cittadinanza e il tessuto culturale dell’area, come le collaborazioni con i musei locali e le visite a siti di archeologia industriale (il Museo del Terremoto a Venzone, il MuCa di Monfalcone, l’archivio di Fincantieri, il complesso dell’ex miniera di Cave del Predil o la rete di ex mulini nella zona di Codroipo e della Bassa Friulana).

Ciascuno degli artisti ha interagito in particolare con un’azienda, studiandone la storia e i processi produttivi e approfondendo tecniche e materiali utilizzati, per realizzare un’opera che evocasse l’identità e i valori del territorio che l’azienda ha saputo esprimere.
In esposizione, le opere di Neja Tomšič (Slovenia) con la collaborazione di Cantiere Alto Adriatico; Yilin Zhu (Cina) in collaborazione con Friulinossidabili; Alice Mestriner (Italia) e Ahad Moslemi (Iran) in collaborazione con Molino Moras, Nicola Ellis (UK) e Victoria Lucas in collaborazione con Pittini Group.

Presentazione di Stratum Corneum

L’installazione, realizzata durante un periodo di residenza azienda e creata a partire dalle sue materie prime, incarna il legame inscindibile tra la storia di Molino Moras e quella del paesaggio che la circonda. L’opera è il frutto della residenza artistica del duo Alice Mestriner e Ahad Moslemi nell’azienda Molino Moras ed è stata presentata a maggio nell’antico punto vendita Buteghe dal Mulin, a Trevigiano Udinese.
Stratum Corneum è costituita da una pelle di acqua e farina nella quale sono racchiusi dei frammenti raccolti dagli artisti sul territorio, che assumono il ruolo di testimoni delle identità del passato e del presente, proprio come le archeologie industriali disseminate in regione.

La serata, ha visto un’introduzione al progetto da parte dell’azienda e di IoDeposito; sono poi intervenuti gli artisti, condividendo il processo che ha portato alla genesi dell’opera e spiegando il suo profondo significato.

I partner del progetto